Il SI.NA.M. a confronto con il Sottosegretario Perego di Cremnago: Tutela del Personale, Missioni Internazionali e Previdenza al centro dell'agenda.
Incontro decisivo con il Sottosegretario Perego: ottenuti impegni su indennità, missioni e nuove risorse contrattuali.
SALERNO, 17 Maggio 2026 – Nella giornata dello scorso 13 maggio, il Sindacato Nazionale Marina (SI.NA.M.), rappresentato dal Segretario Generale Nazionale, dr. Pasquale DE VITA, e dal Segretario Generale Aggiunto, Giuseppe ALTOMONTE, ha partecipato a un importante tavolo di confronto con il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, alla presenza del Capo della Segreteria, Contrammiraglio Luca Anconelli. L’incontro ha permesso di affrontare nodi cruciali di natura politico-giuridica e previdenziale che interessano le donne e gli uomini della Marina Militare e della Guardia Costiera.
Operazione “Fondali Sicuri” (FO.SI.): disparità di trattamento economico
Il SI.NA.M. ha espresso forte preoccupazione circa il trattamento economico previsto per i Cacciamine della 54ª Squadriglia Dragamine Costieri (5ª Divisione Navale di La Spezia) impegnati nell’operazione FO.SI. La missione è finalizzata alla sorveglianza dei principali assi di approvvigionamento energetico sottomarino, come i gasdotti Greenstream, Transmed e TAP (Trans-Adriatic Pipeline), che collegano l’Africa alla Sicilia.
La 54ª Squadriglia assicura l’assolvimento di questo delicato compito impiegando, con una rotazione media di circa 90 giorni, 4 unità Cacciamine l’anno. Parliamo di un impegno senza soluzione di continuità che supera le 10 mila ore di moto e quasi 60 mila miglia percorse lungo le coste nazionali e in aree ad alto interesse strategico. I Cacciamine della FO.SI. sono posti alle dipendenze dell’Ammiraglio di turno dell’Operazione “Mediterraneo Sicuro” (O.M.S.), le cui Unità godono invece del regime di “missione contingentata” da gennaio 2025.
- La disparità: Attualmente, solo le Unità Navali inserite direttamente in O.M.S. (tra cui alcuni Cacciamine di COMFORDRAG) beneficiano del regime di missione contingentata, mentre i Cacciamine della FO.SI. sono penalizzati dal regime forfettario.
- La richiesta: Il sindacato ha chiesto con fermezza che a tutte le Unità impiegate nello scenario operativo dell’O.M.S., incluse quelle destinate alla FO.SI., venga riconosciuto il medesimo trattamento economico contingentato. L’On. Perego ha accolto favorevolmente la proposta, dimostrando spiccata sensibilità verso l’equiparazione del rischio e del disagio operativo.
Crisi arruolamenti e collasso dei diritti dei volontari (VFI/VFT)
Il SI.NA.M. ha evidenziato un’emergenza reclutamento senza precedenti per la Marina Militare, caratterizzata dalla fuga dai concorsi 2025 e 2026. Sotto accusa vi è il progressivo smantellamento delle tutele storiche della Legge 8 agosto 1990, n. 231. Si denuncia il crollo verticale delle domande e delle idoneità, a partire dai concorsi per VFI 2025 fino al recente bando per VFT 2026. A fronte di organici impossibili da coprire, la protesta sindacale punta il dito contro l’azzeramento dei diritti fondamentali e della dignità del cittadino in uniforme.
La carenza di risposte adeguate rischia di trasformare le Forze Armate in una “fucina di passaggio”: dopo la ferma iniziale di 12 mesi e il relativo addestramento, la maggior parte dei volontari migra verso le Forze di Polizia. Parallelamente, il blocco del turn-over ha spinto l’età media del personale permanente oltre i 45 anni, costringendo i militari più anziani a turni di servizio logoranti, data l’impossibilità di essere esentati dai servizi notturni e di guardia dopo i 50 anni.
Lo spirito di equità della Legge 231/90 è oggi negato ai nuovi arruolati attraverso gravi discriminazioni:
- Sfruttamento dell’orario: Turni estesi non compensati; l’indennità forfettaria di 100 euro mensili per coprire i servizi festivi e le ore eccedenti è ritenuta puramente simbolica.
- Esclusioni economiche e previdenziali: Negati la tredicesima mensilità, il FESI e i compensi di impiego/guardia (CFI/CFG). Inoltre, il riscatto del Trattamento di Fine Servizio (TFS) è interamente a carico del militare.
- Studio e vita privata: Negato il diritto allo studio (le 150 ore).
- Ammortizzatori sociali: Assenza della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) al termine della ferma.
Le richieste legislative al Governo: Il SI.NA.M. chiede una riforma urgente della Legge n. 119/2022 per garantire:
- Il riconoscimento del recupero compensativo per le ore prestate oltre l’orario normale.
- L’adeguamento della paga, l’estensione della Tredicesima e il riconoscimento delle indennità operative.
- L’equiparazione del trattamento a quello degli Ufficiali in Ferma Prefissata.
“La Difesa non si costruisce sulla precarietà. Per attrarre i giovani serve restituire dignità ai dettami della Legge 231/90, allineando le tutele agli standard del pubblico impiego”, conclude la nota del sindacato.
Rinnovo contrattuale 2025-2027 e potenziamento del FESI
Sul fronte economico, il SI.NA.M. esprime forte preoccupazione per le trattative in corso, evidenziando come le risorse stanziate rischino di tradursi in un parziale recupero dell’inflazione piuttosto che in un reale aumento dei salari. Il sindacato chiede al Governo finanziamenti straordinari per il Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali (FESI), ormai pilastro strutturale per i bilanci familiari dei militari.
Si sollecitano certezze sui tempi di pagamento e criteri di distribuzione equi che valorizzino chi opera in prima linea a bordo o nelle sale operative. Infine, si richiede lo stanziamento, già nella prossima Legge Finanziaria, di risorse adeguate per il successivo triennio contrattuale 2028-2030, unico modo per garantire la serenità del personale e la sicurezza del Paese.
Servizio mensa e valore della razione viveri per i marinai
Il SI.NA.M. segnala gravi criticità nel servizio di vettovagliamento, in particolare a bordo delle Unità Navali. Gli instabili scenari geopolitici continuano a esercitare una pressione senza precedenti sull’inflazione, colpendo duramente il settore alimentare. Nonostante l’adeguamento scattato a gennaio 2026, le risorse si stanno rivelando appena sufficienti. Il sindacato chiede che l’incremento del controvalore della razione viveri sia ancorato, in via permanente, ai reali prezzi di mercato, ricordando che un pasto dignitoso rappresenta la base minima e inderogabile del benessere lavorativo.
Emergenza “Previdenza Dedicata” per il personale in regime misto
Lanciato l’allarme sul futuro previdenziale dei marinai penalizzati dal sistema contributivo. Senza l’avvio immediato di una previdenza dedicata che compensi carriere forzosamente più brevi e l’usura professionale tipica del comparto, si rischia di creare una generazione di “nuovi poveri in divisa”. Il sindacato esige il rispetto degli impegni assunti dall’Esecutivo lo scorso dicembre, rivendicando lo stanziamento strutturale dei 400 milioni di euro promessi per il “pacchetto previdenza” del Comparto Difesa e Sicurezza.
Tutela delle forze d’élite: introduzione del “trascinamento” (Legge 78/1983)
Segnalata una grave disparità tecnico-retributiva che colpisce il personale d’élite della Marina Militare e della Guardia Costiera: Incursori, Subacquei (inclusi OSSALC) e Aerosoccorritori. Attualmente, l’indennità speciale legata a queste specialità ad altissimo rischio viene classificata come “supplementare”, privando gli operatori del meccanismo di “trascinamento” (ovvero la conservazione graduale del valore economico dell’indennità in caso di cambio incarico per limiti di età o motivi di salute), beneficio già concesso ad altre categorie.
Il SI.NA.M. chiede un intervento normativo d’urgenza per riconoscere il diritto al trascinamento (pari a un ventesimo dell’importo per ogni anno di servizio prestato, fino a un massimo di 20 anni) e sollecita il supporto del Ministero della Difesa per l’approvazione della Proposta di Legge n. 499 (XIX Legislatura), attualmente all’esame della Commissione Difesa della Camera.
Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro: focus sulle “madri in divisa”
Il sindacato denuncia un’inaccettabile asimmetria rispetto al pubblico impiego civile: in caso di malattia del figlio di età inferiore ai tre anni, le donne militari hanno diritto a soli 5 giorni annui di congedo retribuito (D.P.R. 40/2018), contro i 30 giorni interamente pagati previsti per i dipendenti civili della stessa Pubblica Amministrazione. Questa disparità costringe le madri in divisa a subire pesanti decurtazioni salariali per assistere i figli malati. Il SI.NA.M. chiede interventi legislativi immediati per azzerare questo divario: tutelare la maternità è un investimento indispensabile per garantire la serenità operativa del personale della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto.
Conclusioni e impegni istituzionali
A conclusione dell’incontro, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On.le Matteo Perego di Cremnago, ha preso formale impegno a farsi portavoce, in prima persona e con la massima tempestività, di tutte le istanze e le esigenze rappresentate dal sindacato direttamente al Ministro della Difesa. L’On. Perego ha assicurato che le criticità sollevate saranno oggetto di attenta e prioritaria valutazione politica e istituzionale.
Il SI.NA.M. continuerà svolgere il proprio ruolo di parte sociale con la massima attenzione affinché gli impegni assunti dall’On. Perego e dal suo staff si possano tradurre in tempi brevi in atti normativi e provvedimenti concreti a tutela di tutto il personale della Marina Militare e della Guardia Costiera.
Il Segretario Generale Nazionale
dr. Pasquale DE VITA
