Rinnovo Contrattuale FF.AA. 2025-2027: Il SI.NA.M. non sottoscrive il rinnovo contrattuale del Comparto Sicurezza e Difesa.

In assenza di misure concrete il SI.NA.M. non sottoscrive e diserta l’incontro del 15 Luglio con la delegazione dei Ministri. Servono fatti, non nuove promesse.

SALERNO, 17 luglio 2026 – Il giorno 14 luglio, si è tenuto l’incontro tecnico conclusivo con il Dipartimento della Funzione Pubblica per il rinnovo contrattuale delle Forze Armate relativo al triennio 2025-2027.

ll Sindacato Nazionale Marina (SI.NA.M.), primo sindacato rappresentativo del personale militare della Marina Militare e della Guardia Costiera, ha deciso di non sottoscrivere l’accordo sindacale per il rinnovo contrattuale del personale del Comparto Sicurezza e Difesa.

Si tratta di una decisione ponderata, maturata al termine di un lungo e articolato confronto negoziale, assunta nel rispetto del mandato conferito dai propri iscritti e fondata su motivazioni di merito che non potevano essere ignorate.

Il SI.NA.M. aveva fin dall’avvio del confronto ribadito, in ogni sede tecnica presso il Dipartimento della Funzione Pubblica e anche al tavolo di apertura dei lavori negoziali alla presenza dei Ministri competenti, che quello in discussione dovesse essere considerato un contratto emergenziale, destinato a rappresentare l’ultimo sacrificio economico richiesto al personale della Marina Militare e della Guardia Costiera.

Per tale ragione il SI.NA.M. aveva chiesto con determinazione un impegno formale e istituzionale, attraverso la convocazione dell’incontro previsto dall’articolo 8-bis del D.Lgs. n. 195/1995 con il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri competenti, nell’ambito della predisposizione della Legge di Bilancio 2027, al fine di individuare le necessarie risorse economiche da destinare al rinnovo contrattuale del triennio 2028-2030 e, soprattutto, alla piena valorizzazione della specificità del personale militare della Forza Armata Marina.

Tale garanzia non è mai arrivata.

La mancata sottoscrizione dell’accordo nasce inoltre dalla totale assenza di un concreto riconoscimento economico della specificità militare, che continua a rappresentare uno dei principi cardine dell’ordinamento del personale in uniforme.

Il contratto non destina infatti adeguate risorse alle indennità operative d’impiego, alle indennità supplementari e alle indennità accessorie, istituti economici che costituiscono parte essenziale della retribuzione del personale della Marina Militare e della Guardia Costiera, chiamato quotidianamente a garantire servizi caratterizzati da elevata operatività, reperibilità permanente, impieghi prolungati in mare, rischi, sacrifici personali e familiari e condizioni di lavoro particolarmente gravose.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di assoluta gravità.

Il SI.NA.M. aveva sottoscritto il precedente rinnovo contrattuale relativo al triennio 2022-2024 anche sulla base degli impegni formalmente assunti negli addendum allegati all’accordo sindacale, confidando nell’avvio di un percorso di riforma condiviso.

Quegli impegni, tuttavia, non sono stati attuati.

Particolarmente grave risulta la mancata attuazione degli impegni assunti dallo Stato Maggiore della Difesa, circostanza che determina una evidente frattura nel rapporto di affidabilità tra Amministrazione e organizzazioni sindacali.

Oggi il sistema delle relazioni sindacali è profondamente cambiato.

Non siamo più nella stagione della concertazione affidata alla Rappresentanza Militare.

Oggi la legge attribuisce piena dignità alle Organizzazioni Sindacali Militari e le relazioni sindacali sono fondate sul principio della contrattazione.

La contrattazione presuppone affidabilità reciproca e rispetto degli impegni sottoscritti.

Se il SI.NA.M. ha dimostrato responsabilità firmando il precedente rinnovo anche in forza delle garanzie contenute negli addendum, è naturale pretendere che quegli impegni vengano prima integralmente rispettati.

Solo dopo sarà possibile chiedere nuovamente al SI.NA.M. di assumere ulteriori responsabilità negoziali.

Del resto, la nostra Organizzazione Sindacale rappresenta il personale della Marina e può dirsi, con un pizzico di ironia ma con piena consapevolezza, la massima esperta di “promesse da marinaio”.

Proprio per questo motivo sappiamo distinguere gli impegni concreti dalle semplici dichiarazioni di intenti e non siamo più disponibili ad incassare promesse prive di effettive garanzie.

Il SI.NA.M. ricorda inoltre che, nel corso dell’incontro con la Delegazione del Governo del 9 dicembre 2025, aveva rivolto una precisa richiesta al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Giancarlo Giorgetti: il Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali (F.E.S.I.) non avrebbe più dovuto gravare sulle risorse destinate ai rinnovi contrattuali, ma essere finanziato stabilmente mediante risorse aggiuntive individuate nella Legge di Bilancio.

Quella richiesta trovò un primo positivo riscontro per il triennio 2022-2024 attraverso uno stanziamento di 16 milioni di euro, ma tale scelta non è stata successivamente stabilizzata per i due trienni successivi, facendo nuovamente ricadere sulle risorse contrattuali strumenti che dovrebbero invece essere finanziati autonomamente.

La mancata firma dell’accordo non rappresenta un arretramento dell’azione sindacale del SI.NA.M., né tantomeno una rinuncia alla tutela del personale militare della Marina Militare e della Guardia Costiera.

Al contrario, costituisce un atto di coerenza e responsabilità nei confronti dei propri iscritti e di tutto il personale rappresentato.

Il SI.NA.M. continuerà con determinazione la propria azione istituzionale affinché venga convocato senza ulteriori ritardi l’incontro previsto dall’articolo 8-bis del D.Lgs. n. 195/1995 con il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri competenti, nell’ambito della formazione della Legge di Bilancio 2027, sede nella quale dovranno essere finalmente individuate le risorse necessarie per garantire, nel rinnovo contrattuale 2028-2030, un reale riconoscimento economico della specificità militare e della professionalità del personale della Marina Militare e della Guardia Costiera.

Il SI.NA.M. continuerà a negoziare, ma lo farà pretendendo il rispetto degli impegni assunti, la credibilità delle istituzioni e la piena dignità economica e professionale delle donne e degli uomini che ogni giorno servono il Paese sul mare.

Il Segretario Generale Nazionale
dr. Pasquale DE VITA

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