2° incontro tecnico per il rinnovo del contratto 2025/2027 presso il Dipartimento della Funzione Pubblica.

Il Sindacato Nazionale Marina – SI.NA.M. chiede la disponibilità di risorse adeguate.

Salerno, 6 marzo 2026 – Si apre in salita la contrattazione per il Comparto Difesa e Sicurezza relativa al triennio 2025–2027. È quanto evidenziato dal Segretario Generale Nazionale del Sindacato Nazionale Marina (SI.NA.M.), dott. Pasquale De Vita, intervenuto insieme al Segretario Generale Aggiunto, Giuseppe Altomonte, nel corso del secondo incontro tecnico con le APCSM presso il Dipartimento della Funzione Pubblica.

Al centro dell’intervento del SI.NA.M. un nodo ritenuto fondamentale: la disponibilità delle risorse economiche. Il nuovo ciclo contrattuale, infatti, si apre con una dotazione finanziaria inferiore rispetto al triennio precedente. Secondo quanto evidenziato dal sindacato, mancano all’appello circa 19 milioni di euro rispetto alla contrattazione 2022–2024, nella quale le misure accessorie per le sole Forze Armate erano state realizzate con appena 16 milioni di euro.

Per il SI.NA.M. si tratta di un segnale preoccupante. Il sindacato ha ribadito con forza che le risorse destinate al trattamento fisso e continuativo – in particolare il valore del punto parametrale e l’Importo Aggiuntivo Pensionabile – non possono essere inferiori al 90% delle risorse dedicate alle Forze Armate. Una soglia ritenuta indispensabile per recuperare almeno in parte l’inflazione corrente e quella pregressa che negli ultimi anni ha eroso in maniera significativa il potere d’acquisto degli stipendi del personale militare.

Nel suo intervento, De Vita ha inoltre richiamato l’attenzione sul contesto economico internazionale, segnato da tensioni geopolitiche che stanno già producendo effetti concreti sull’aumento dei costi energetici e del carburante. Una dinamica che incide direttamente sui bilanci familiari dei militari, spesso costretti a sostenere rilevanti spese di pendolarismo per raggiungere le sedi di servizio.

“Aprire un tavolo negoziale con risorse insufficienti – ha sottolineato De Vita – rischia di trasformare la contrattazione in un esercizio formale, incapace di produrre risposte concrete per il personale militare”.

Il SI.NA.M. ha inoltre evidenziato come allo stato attuale risultino assenti importanti capitoli di finanziamento necessari per garantire una contrattazione efficace. In particolare mancano:

  • le risorse per l’alimentazione del F.E.S.I. per il triennio 2027–2029;
  • i fondi per il potenziamento delle indennità accessorie, dalle operative alle supplementari;
  • gli stanziamenti per la specificità militare;
  • le risorse destinate agli interventi normativi in materia di welfare.

Permangono inoltre forti incertezze sull’eventuale stanziamento, a margine del contratto, delle risorse per l’avvio della previdenza dedicata – pari a circa 400 milioni di euro – misura ritenuta ormai urgente per contenere le penalizzazioni che colpiscono il personale militare in uscita con il regime previdenziale misto.

Il Segretario Generale Nazionale De Vita ha quindi ribadito al Dipartimento della Funzione Pubblica la necessità di un chiarimento rapido e puntuale sul quadro delle risorse disponibili. Senza un’integrazione delle dotazioni finanziarie, secondo il SI.NA.M., il confronto su indennità accessorie e misure di welfare rischia di rimanere privo di reale efficacia.

Il Sindacato Nazionale Marina ha infine confermato la propria disponibilità a presentare le proposte tecniche contenute nella piattaforma contrattuale già predisposta, non appena vi saranno elementi certi sul quadro finanziario della contrattazione.

Clicca qui per vedere l’intervento del S.G.N. De Vita.

Il Segretario Generale Nazionale
dr. Pasquale DE VITA

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