INDENNITÀ PER EQUIPAGGI FISSI DI VOLO: IL SINAM CHIEDE CHIAREZZA E UNIFORMITÀ DI TRATTAMENTO PER IL PERSONALE NON IN SERVIZIO PERMANENTE
Il SI.NA.M. ha inviato una segnalazione al Centro Unico Stipendiale Interforze sull’applicazione dell’articolo 1791, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, come modificato dalla legge 5 agosto 2022, n. 119.
Salerno, 17/10/2026 – Il Sindacato Nazionale Marina – SI.NA.M., quale prima APCSM rappresentativa del personale della Marina Militare e della Guardia Costiera, ha sottoposto al Centro Unico Stipendiale Interforze una questione che incide direttamente sulla retribuzione e sull’uniformità di trattamento del personale militare. La segnalazione riguarda, in particolare, il trattamento economico spettante al personale non in servizio permanente effettivo impiegato quale componente di equipaggi fissi di volo, inclusi i volontari interessati dalla disciplina dei VFP4.
Secondo gli elementi attualmente rilevati dal SI.NA.M., al personale non SPE verrebbe corrisposto un importo indicato in € 104,12, mentre l’importo assunto come riferimento per il corrispondente personale graduato in servizio permanente sarebbe pari a euro 186,00. L’applicazione matematica dell’80% condurrebbe, in via teorica, a € 148,80 mensili. Si tratta di dati e criteri che devono essere verificati ufficialmente dall’Amministrazione, anche sotto il profilo dei valori lordi, netti, fiscali e contributivi.
Il nodo interpretativo riguarda il rapporto tra l’art.1791, c. 3, lett. b), e l’art.1792 del Codice dell’Ordinamento Militare, da un lato, e l’art.6 della L. 23 marzo 1983, n.78, dall’altro. La disciplina richiama gli assegni a carattere fisso e continuativo e alcune indennità di impiego operativo, mentre l’indennità mensile di volo per equipaggi fissi è disciplinata da una disposizione specifica. Occorre quindi chiarire se essa debba essere qualificata come assegno fisso e continuativo, come indennità operativa soggetta al criterio dell’80% o come indennità speciale autonoma.
Il SI.NA.M. chiede una verifica amministrativa completa e documentata dei criteri applicati, la trasmissione delle disposizioni e delle istruzioni poste a fondamento degli importi, l’individuazione precisa del personale destinatario e delle decorrenze, nonché una simulazione comparativa tra il trattamento del personale in servizio permanente, quello attualmente corrisposto al personale non SPE e quello eventualmente risultante dall’applicazione dell’80%. Qualora emergano errori o insufficienze, l’Associazione chiede di valutare una direttiva uniforme, l’eventuale riliquidazione d’ufficio e il riconoscimento delle differenze economiche pregresse nei limiti di legge.
Tra le richieste figurano inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto con le competenti articolazioni dell’Amministrazione e un riscontro scritto e motivato entro trenta giorni. La segnalazione è formulata in un’ottica di collaborazione istituzionale e non costituisce rinuncia alle iniziative individuali o collettive che il personale interessato e l’Associazione potranno intraprendere nelle sedi competenti.
Il Segretario Generale Nazionale, dr. Pasquale DE VITA, dichiara: “Il personale ha diritto a conoscere con precisione le regole applicate alla propria retribuzione e a ricevere un trattamento uniforme, trasparente e conforme alla normativa vigente. Per questo chiediamo un accertamento puntuale, senza anticipare l’esito dell’istruttoria, ma assicurando che ogni eventuale differenza sia valutata e trattata secondo criteri chiari e uguali per tutti”.
Il SINAM prosegue nella tutela di tutti i militari della Forza Armata Marina, di ogni ordine e grado.
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Il Segretario Generale Nazionale
dr. Pasquale DE VITA
