SI.NA.M.: doppia vittoria giudiziaria per due iscritti

Il SI.NA.M., assistito dallo Studio Legale Taffuri & Partners, ottiene due importanti pronunce favorevoli dal Consiglio di Stato in materia di trasferimento per incompatibilità ambientale e tutela della libertà sindacale.

SALERNO, 25 luglio 2026 – Il Sindacato Nazionale Marina – SI.NA.M. registra una doppia, significativa vittoria sul piano giudiziario, a conferma del proprio impegno costante e incondizionato nella tutela dei diritti dei propri iscritti.

Grazie all’assistenza qualificata dello Studio Legale Taffuri & Partners, due procedimenti dalla vicenda particolarmente articolata e complessa si sono conclusi favorevolmente, segnando un importante precedente in materia di trasferimenti per incompatibilità ambientale e di demansionamento, nonché tutela della libertà sindacale nell’ambito del pubblico impiego.

IL PRIMO CASO: IL LUNGO CAMMINO VERSO IL RITORNO IN SICILIA

La prima vicenda ha per protagonista un iscritto al SI.NA.M. in servizio in Sicilia, che l’Amministrazione decideva di trasferire in Sardegna adducendo ragioni di incompatibilità ambientale. Un provvedimento che imponeva al lavoratore di abbandonare la propria regione di servizio e di ricollocarsi in una sede geograficamente distante, con tutte le conseguenze personali, familiari e professionali che ciò comporta.

Il ricorso proposto dinanzi al TAR Sardegna si concludeva con un primo, sofferto rigetto. Ma l’Ufficio Legale del SI.NA.M. non si è arreso: convinto della fondatezza delle ragioni del proprio iscritto, ha insistito perché venisse proposto appello dinanzi al Consiglio di Stato. La scelta si è rivelata vincente.

Il Consiglio di Stato, con una pronuncia che ha ribaltato l’esito del primo grado, si è espresso favorevolmente per il ricorrente, indicando con precisione i criteri che l’Amministrazione avrebbe dovuto rispettare nell’adozione del provvedimento di trasferimento. Una sentenza che, oltre a tutelare il caso concreto, ha tracciato un percorso chiaro e vincolante per l’azione amministrativa futura.

Tuttavia, la vicenda non si è conclusa con quella pronuncia. L’Amministrazione, anziché conformarsi alle indicazioni fornite dalla Corte – come sarebbe stato suo preciso obbligo giuridico – ha adottato un nuovo provvedimento disattendendo i criteri indicati dal giudice d’appello. Un comportamento che ha costretto l’iscritto a intraprendere un nuovo, ulteriore percorso giudiziario, impugnando l’ennesimo provvedimento lesivo.

Questa volta, il TAR Sardegna – chiamato nuovamente a pronunciarsi sulla vicenda, ma ora alla luce del quadro giuridico delineato dal Consiglio di Stato – ha accolto il ricorso con la sentenza n.958/2026, riconoscendo l’illegittimità dell’operato dell’Amministrazione. L’esito finale è stato quello auspicato fin dall’inizio: il lavoratore ha conseguito una sede lavorativa in Sicilia, tornando a operare nel proprio territorio di appartenenza.

Una vittoria che ha richiesto tenacia, determinazione e una strategia processuale lucida e rigorosa, qualità che il SI.NA.M. e lo Studio Legale Taffuri & Partners hanno dimostrato in ogni fase del procedimento.

IL SECONDO CASO: LA TUTELA DEL DIRIGENTE SINDACALE E DELLA LIBERTÀ DI ORGANIZZAZIONE

La seconda vicenda è ancora più delicata sotto il profilo giuridico e istituzionale, poiché ha coinvolto direttamente un dirigente sindacale del SI.NA.M., figura che per definizione incarna e rappresenta i diritti collettivi degli iscritti e la cui tutela assume un significato che va ben oltre la sfera individuale.

Il dirigente sindacale veniva sottoposto a un provvedimento di demansionamento, con pesanti ricadute non soltanto sulla sua posizione professionale, ma anche e soprattutto sulla sua attività sindacale. Un atto che il SI.NA.M. ha immediatamente letto per quello che era: un attacco alla libertà sindacale, un tentativo di indebolire la voce del sindacato dall’interno, colpendo chi ne rappresenta la guida operativa.

Anche in questo caso, il primo grado di giudizio dinanzi al TAR Sardegna si è concluso con una pronuncia sfavorevole. Ma l’Ufficio Legale del SI.NA.M., ancora una volta, non ha deflesso dalla propria missione di tutela: ha insistito perché il proprio dirigente portasse la questione dinanzi al Consiglio di Stato, sede nella quale le ragioni poste a fondamento del ricorso potevano trovare piena e adeguata valorizzazione.

Il Consiglio di Stato ha risposto con l’ordinanza n.2360/2026, pronunciandosi a favore della libertà sindacale e disponendo l’illegittimità del demansionamento contestato. Una decisione che, nel riconoscere la fondatezza delle doglianze del dirigente, ha ribadito un principio cardine dell’ordinamento: il demansionamento del personale militare è uno strumento che deve essere delegittimato, per altro quando finalizzato per limitare o comprimere l’esercizio dei diritti sindacali.

In questo secondo caso, a differenza del primo, l’Amministrazione ha provveduto a dare corretta esecuzione alle indicazioni della Corte, conformandosi al dictum giudiziale senza la necessità di ulteriori ricorsi. Un segnale di rispetto istituzionale che ha consentito di chiudere positivamente la vicenda in tempi rapidi.

L’IMPEGNO DEL SINAM: TUTELA CONCRETA, NON SOLO FORMALE

Le due vicende appena descritte rappresentano, nella loro diversità, un manifesto concreto dell’approccio del SI.NA.M. alla tutela dei propri iscritti. Non una tutela formale o di facciata, ma un accompagnamento reale, continuativo e strategico lungo tutto il percorso giudiziario, anche quando la strada si presenta in salita.

Il SI.NA.M. segue tutte le vicende giudiziarie dei propri iscritti, avvalendosi dello Studio Legale Taffuri & Partners affinché venga garantita la massima e più alta assistenza legale qualificata. Una scelta che si traduce, come dimostrano questi due casi, in risultati concreti attraverso sentenze che fanno giurisprudenza.

Perché la tutela del lavoratore non si esaurisce nel momento dell’iscrizione al sindacato: si misura nella capacità di essere presenti, competenti e determinati quando i diritti vengono messi in discussione.

Il SI.NA.M. continuerà a vigilare e ad agire affinché i diritti di ciascun iscritto siano rispettati, con la stessa tenacia e professionalità che ha contraddistinto questi due importanti successi giudiziari.

Il Segretario Generale Nazionale
dr. Pasquale DE VITA

Facebook
Threads
Twitter
LinkedIn
Telegram
X
WhatsApp
Difendere i propri diritti è un dovere. Farlo insieme è una forza.

Sii parte del Cambiamento